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Ciro ha denunciato l'illegalità: "Ora la Duchesca mi caccia"
Napoli. 22 gennaio 2017

«Vado via. Dico addio alla Duchesca»: Ciro Scarciello, il salumiere 58enne di via Annunziata che ha denunciato in tv, a «Chi l'ha visto?», il clima di violenza, intimidazione, illegalità che domina nel quartiere, vuole gettare la spugna. Era stato il solo a metterci la faccia e il cuore dopo il raid del 4 gennaio, quando in pieno giorno sono stati feriti tre ambulanti africani e una bambina di dieci anni. Da quel giorno, da quando ha alzato il velo su «tutto quello che tutti sanno, ma nessuno dice», attorno a lui s'è creato il vuoto. L'omertà ha le sue leggi ferree.
Chi parla è perduto. Ieri, però, è scattata la reazione, non del quartiere che resta alla finestra o volta le spalle, disertando il negozio, ma quella generata da un tam tam in Rete che ha invitato a una spesa solidale. Così nella salumeria, stretta tra un discount e una panetteria, c'è stata la fila. Telecamere, ma anche tante persone venute per comprare, riempire le buste di pane, affettati, pasta. E arrivato pure l'assessore comunale al Lavoro e alle Attività Produttive, Enrico Panini, dopo che l'altra sera il sindaco Luigi de Magistris aveva dichiarato di star «seguendo personalmente la vicenda di Ciro, in modo discreto, lontano dai riflettori mediatici.
A Scarciello avevano fatto, da giorni, il deserto attorno. Gli hanno pure rotto la vetrina del bancone (ora coperta da un velo trasparente di plastica) e hanno messo della colla nella serratura della saracinesca. Mentre prepara colazioni e pesa la merce, il salumiere sisfoga. La rassegnazione non cancella la rabbia. Sembra indeciso se continuare a parlare o tacere per sempre: «Mo' mi dovete far stare in grazia di Dio.
La mia decisione l'ho presa. Da giorni non faccio nenuneno piùgliordini. Basta, alla Duchesca non posso più starci. Troverò qualcuno da qualche altra parte che mi farà lavorare». La solitudine, l'isolamento sono un segnale tremendo. «Questo rione è un mondo a parte, siamo lasciati soli da sempre. La solidarietà la sto vedendo da fuori, non dalla gente che vive qui, che da giorni non entra più nel negozio. Mi sono arreso, dite? Non sipuò combattere contro una mentalità come questa».
Le parole di Panini sono altrettanto forti e nette, ma non riusciranno probabilmente a far cambiare idea aScarciello. «Ciro ha compiuto un atto di grande eroismo quotidiano» commenta l'assessore. «Ha denunciato, ha dato *** voce a quanto gli occhivedono. Ognuno di noi deve sostenere chi non si è tirato indietro. Napoli ha bisogno dirisposte civili e d'ordine» . Ciro non si lascia impressionare: «Adesso vengono gli assessori, ma prima non s'è mai visto nessuno». La realtà, come il salumiere non si stanca di ripetere, è chiara: «Gli abitanti della Duchesca pensano "Scarciello la deve finire"». Non si deve parlare di quello che non funziona, è il ritornello che riecheggia nell'orecchio del commerciante. Lui ha avuto il coraggio istintivo di provare a spezzare i fili di una ragnatela criminale che soffoca non solo la legalità, ma la vita quotidiana.
Chi lavora in quartieri come la Duchesca quasi sempre è costretto a subire. In passato ci sono state altre minacce a Scarciello? «Questo non lo posso dire» si cautela Ciro. Segno che qualcosa si sta muovendo. L'esperienza di una vita passata a confrontarsi con un mondo borderline e l'ultima esperienza della denuncia pubblica gli hanno insegnato che le parole vanno pesate, anche quando la misura è colma. «Adesso siete
qui in tanti, vi ringrazio, ma da domani temo di non vedere più nessuno» si rammarica. «Qui doveva esserci il quartiere. Non c'è e non ci sarà.
Per me è l'ora di dire basta. Spero che per chi rimane ci sia un miglioramento».
Il presidente della Municipalità, la quarta, Giampiero Perrella è andato a portare la propria solidarietà. «Ho ascoltato uno sfogo legittimo e duro» racconta «anche verso le istituzioni locali. Gliho ribadito che non gli staremo vicini solo adesso, ma anche quando si spegneranno i riflettori». Ora tutto sembra chiaro ed è facile stare dalla parte giusta. «Ma abbiamo denunciato l'illegalità della Duchesca anche prima del ferimento dellaragazzina» spiega il presidente. «Abbiano chiesto l'intervento del Comune e della Prefettura per contrastare il degrado, lavorare per la pulizia, contro l'abusivismo. Credo, però, che bisogna insistere a trasformare la coscienza della gente. Per mercoledì abbiamo convocato un incontro con i parroci di Porta Capuana, del Vasto, di Forcella e dell'Annunziata. Le parrocchie possono dare una mano a sensibilizzare i cittadini».
Sono segmenti si solidarietà da mettere insieme, con quella che arriva dall'associazione di categoria di Scarciello. Marco Menna, presidente della Federazione dei dettaglianti dell'alimentazione (la Fida-Confcommercio), annuncia che la prossima settimana andrà alla Duchesca:
«Bisogna pro - teggere Scarciello e mi rammarico che un sindaco che è stato Pm non si spenda contro l'abusivismo e l'illegalità come sarebbe necessario. Viviamo a Napoli non in Svizzera e le persone oneste, i lavoratori non vanno lasciati soli». Il coro intona tutte le note necessarie.
Ma sarà indispensabile cantare anche quando le luci si spengono e il pubblico se ne va.

Pietro Treccagnoli
Fonte Il Mattino di domenica 20 gennaio 2017
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